Per il Consorzio Centopercento Italiano nessun compromesso, nessuna ambiguità per un Made in italy “a tolleranza zero”:
1) Lotta alla contraffazione. Arginare la concorrenza illegale e lanciare ai contraffattori un messaggio preciso: esistono delle leggi che vengono fatte rispettare, senza eccezioni né adattamenti.
2) Tracciabilità del prodotto. Ricostruire a ritroso tutta la “storia” dell’oggetto attraverso le tappe della filiera produttiva: dalla materia prima ai canali della distribuzione. Solo la capillarità dà reale efficacia ai controlli.
3) Esaltazione della “cultura” legata al prodotto. Diffondere presso il consumatore, e in generale presso l’opinione pubblica, la consapevolezza del valore intrinseco del prodotto che acquista, valore dato dalla sua utilità diretta, dal marchio, dalla storia, dalla capacità e dalla tradizione di chi lo realizza.
4) Convergenza delle azioni di tutela. Ottenere una difesa ed una valorizzazione del Made in Italy realmente coordinate e parte di una medesima strategia e produrre il massimo degli effetti per efficacia e durata.
5) Rimodulazione del distretto industriale. Progettare una nuova ingegneria di rete produttiva che riesca a massimizzare il sapere diffuso sul territorio e metterlo a sistema tra le imprese al fine di azzerare le differenze dimensionali ed essere sia ‘ottimizzatore’ di rete produttiva sia ‘incubatore’ di nuove idee e nuove proposte aziendali.


