La decisione Ue di limitare la pubblicità di prodotti ipercalorici come la Nutella è solo l'ultima di una serie di norme che sembra colpire direttamente i prodotti alimentari made in Italy. Con ricadute negative, in alcuni casi già evidenti, sulle tavole degli italiani e sui conti delle aziende del settore.
Il fatto che l'Unione Europea ostacoli la Nutella dopo aver aperto al formaggio senza latte a al vino senza uva è l'evidente dimostrazione di un comportamento contraddittorio che spesso mette in difficoltà i prodotti del made in Italy", spiega la Coldiretti. E gli esempi non mancano. A partire dallo scorso primo giugno sono entrata in vigore le nuove norme sulla pesca che di fatto faranno sparire dalle tavole degli italiani telline, cannolicchi e altri pesci della tradizione gastronomica regionale. Da gennaio 2009 invece è stato dato il via libera al formaggio senza latte permettendo l'utilizzo alternativo di caseina e caseinati fino al 10% del prodotto finito. Altro prodotto tipico del made in Italy ad essere stato preso di mira è il vino. Per venire incontro alle esigenze dei paesi poco soleggiati del Nord Europa, l'Ue ha infatti permesso di aumentare la gradazione attraverso l'aggiunta di zucchero. Prassi da sempre vietata nei paesi del Mediterraneo e soprattutto in Italia, dove la Coldiretti ha combattuto una vera e propria battaglia per impedire un "trucco di cantina" e affermare definitivamente la definizione di vino quale prodotto interamente ottenuto dall'uva. Ancora più grave la riforma europea del settore vitivinicolo del 29 aprile 2008 che, di fatto, autorizza la produzione e la commercializzazioni di vini ottenuti dalla fermentazione di frutti diversi dall'uva, come lamponi e ribes, mentre due anni prima, nell'ottobre del 2006, sempre la Ue ha dato il via libera all'invecchiamento artificiale del vino attraverso l'utilizzazione di pezzi di legno al posto della tradizionale maturazione in botti di legno. Altro paradosso, in questo caso respinto dall'Italia che non l'ha inserita fra le norme di recepimento della legislazione comunitaria, è l'arancia senza aranciata cioè la possibilità di vendere sul mercato bibite di fantasia al gusto e con il colore dall'arancia senza che contengano neanche una minima percentuale del prezioso agrume.
Fonte:
http://notizie.virgilio.it/notizie/economia/2010/06_giugno/17/made_in_italy_nel_mirino_della_ue_dalla_nutella_al_vino,24815570.html